Se sappiamo ancora guardare e sentire, non possiamo non accorgerci che la forza superiore dell’Amore è pronta a risollevarci ed a aiutarci anche nelle peggiori situazioni. Con l’Amore troveremo l’aiuto per superare ogni difficoltà. Questo è il messaggio della mia piccola Anastasia, raccontata dalla tastiera del mio pianoforte e spero… sia un po anche la vostra Anastasia…
Bruno Contini

L’opera “Anastasia” ha riscontrato un ampio successo di critica e recensioni entusiastiche in Russia e in Italia.
Il lavoro del compositore Contini è stato commentato positivamente dal giornale la Nuova, la Piazza, La Voce, Il Resto del Carlino, L’Unità, La Gazzetta e dai maggiori quotidiani russi.
Riportiamo di seguito un estratto da La Gazzetta: “Bruno Contini con la rappresentazione dell’Opera Anastasia, della quale è compositore e direttore artistico, propone al pubblico un genere di spettacolo “nuovo”.
La novità consiste nell’equilibrata amalgama di musiche, coreografie e arie di sapore lirico-operistico senza precedenti.
Alla struttura portante delle musiche composte da Bruno Contini, alle quali ben si affiancano brani di Cristiano Alberghini con i testi scritti da Barbara Zanasi e lo stesso Bruno Contini, si unisce l’originale coreografia ideata da Nikolaj Androsov. Su tale impianto si innalzano le voci dei cantanti lirici che interpretano i personaggi entrali della vicenda, così da creare un trittico di indubbia originalità.
La vicenda, sceneggiata da Claudio Mattioli, trae origine dalla leggendaria figura di Anastasia Romanov, forse l’unica superstite dell’eccidio dell’ultimo Zar di Russia e di tutta la sua famiglia.
La storia inizia ed ha il suo epilogo in un manicomio dove Anastasia è rinchiusa, derisa da tutti perché ricorda confusamente un regale passato, immaginandosi regina. Solo un giovane psichiatra, Dimitriy, che ebbe a conoscerla durante un ballo di corte, non la considera una folle da interdire, anzi è consapevole di quanto i suoi ricordi siano lucidi e veri e di lei si innamora.

Sarà il sentimento del giovane medico a salvare Anastasia dalle torture ed angherie cui la sottoporrà il primario della clinica, Yurowskiy, nel tentativo di non essere riconosciuto quale carnefice dei Romanov. Al tempo della Rivoluzione di Ottobre, Yurovskij era stato colui che aveva ordinato la fucilazione della Famiglia Imperiale. Nella dimensione del manicomio, resa unica dalle modernissime scenografie di Paolo Buroni e Alexandr Borovskiy, si muovono a volte come spettri e a volte come ingombranti presenze i “ballerini-pazienti” che, sostenuti da una musica incalzante, fungono da cornice ad una storia nella quale, attraverso i cantanti che la interpretano, l’amore sconfigge il male.
Un miracolo che può accadere anche nei luoghi dove il germogliare dell’amore sembra impossibile.

Gennaio 2005 – Mosfilm, Mosca: registrazioni e prove – Prima mondiale dell’opera Anastasia